Latte, tra pandemia e aumento dei costi di produzione: giorni di proteste in Italia

Si registrano anche criticità legate alla pandemia e ai rincari di materie prime ed energia

Piemonte, Lazio, Sardegna e non solo, sono molte le regioni in Italia in cui gli allevatori fanno sentire la loro voce per una situazione che è diventata per loro insostenibile: dalle multe relative alle quote latte imposte dall’Unione Europea alle proteste contro i rincari inerenti a mangimi e concimi, gasolio ed energia elettrica.

In Piemonte, per fare un esempio, molti allevatori sono stati raggiunti da cartelle esattoriali (relative agli anni 2001-2005), alcune delle quali salatissime, con la novità dei pignoramenti, atti esecutivi che hanno bloccato i conti e paralizzato l’attività. Una questione risalente nel tempo e molto contorta, nata da quando alcune stalle hanno aumentato i bovini per ammortizzare i costi dovuti alle misure di sicurezza imposte dalle leggi italiane. Le prime sanzioni sono state impugnate e in seguito è stato dimostrato che anche le multe erano state determinate in modo sbagliato. Ad esempio, come ha fatto presente La Repubblica, gli allevatori delle zone disagiate erano esonerati dal pagare multe, ma la loro parte veniva poi attribuita agli altri allevatori, che si trovavano costretti a pagare anche per gli illeciti altrui, fino a quando la stessa UE ha stabilito che i calcoli erano sbagliati.

Quote latte ultime notizie: non si fermano le proteste in Italia

Quote latte ultime notizie

Non va meglio nel Lazio dove ieri, 14 febbraio, si è tenuto un ulteriore tavolo di confronto sulla crisi del settore lattiero caseario aggravatasi durante la pandemia e ulteriormente acuitasi a causa dell’aumento delle materie prime. “La Regione Lazio – spiegano in una nota congiunta il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori e l’assessora regionale all’Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Enrica Onorati – ha manifestato nuovamente il proprio impegno a sostegno del mondo allevatoriale e produttivo sia a livello di azione istituzionale nei confronti del Ministero delle politiche agricole, avendo chiesto un intervento diretto del Ministro Patuanelli a livello nazionale e con il coinvolgimento di tutte le Regioni, sia con azioni dirette a incentivare il consumo del latte laziale, con il bando bonus Lazio km0 e con una campagna di comunicazione che vedrà il coinvolgimento attivo di produttori, trasformatori e GDO”.

Recentemente si sono mobilitati anche gli allevatori sardi per denunciare una situazione che si è fatta ancora più grave di quella del 2019, la cosiddetta “guerra del latte” che ha visto gli sversamenti di latte sull’asfalto, anche perché l’effetto calmierante del prezzo del latte, che in qualche caso ha superato un euro a litro è stato cancellato dagli aumenti che riguardano mangimi e concimi, gasolio ed energia elettrica.

Criticità legate alla famigerata pandemia da Coronavirus, ma anche a nuove cause come i già citati rincari di energia e materie prime che colpiscono un settore che tra diretti, indiretti e indotto conta centinaia di migliaia di persone impegnate nella produzione di prodotti che sono vanto dell’enogastronomia nazionale.

LEGGI ANCHE > Latte, magro ma non troppo: tutti i benefici dei grassi buoni

Latte, tra pandemia e aumento dei costi di produzione: giorni di proteste in Italia