Produzione e mercati di latte e derivati: un’occhiata a livello mondiale

Un’analisi approfondita dei mercati latterio-caseari per delineare la situazione attuale a livello globale

La produzione

Il primo semestre di quest’anno ha visto ancora un incremento delle produzioni di latte, sia pure con alcune distinzioni tra le diverse aree geografiche. Le consegne della produzione di latte nei grandi paesi esportatori, a metà anno, esclusa l’Australia, è aumentata a 362 milioni di litri rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le consegne hanno proceduto parimenti in tutti i paesi della zona maggiore esportatrice, in particolare negli Usa, con un incremento di 238 milioni di litri. L’incremento produttivo si è rilevato meno importante nella Ue a 27, con “soli” 94 milioni di litri e in Nuova Zelanda con 4 milioni di litri, peraltro giunta al picco della sua produzione stagionale. L’Argentina ha mantenuto abbastanza stabile la propria produzione sul livello di 27 milioni di litri.

Mercato del latte: l’analisi della domanda e dell’offerta

La domanda

Nell’emisfero Nord, malgrado la stagione estiva, la domanda di prodotti lattiero caseari è rimasta, per la maggior parte dei prodotti derivati, sotto l’andamento medio. In questo quadro ha fatto eccezione la Cina che ha presentato in questo periodo dell’anno (i primi sei mesi 2021), richieste importanti, soprattutto per la polvere di latte scremato che ha fatto registrare un incremento del 47%; più contenute le richieste per il latte intero in polvere che comunque ha raggiunto un più 29% ed il burro con più 21%. Per contro la dinamica della richiesta è diminuita un po’ per la polvere di siero, che comunque malgrado tutto, ha fatto registrare un più 45%. Con questi numeri la Cina ha mantenuto il ruolo di primo importatore mondiale anche se altri paesi si sono dimostrati ugualmente piuttosto attivi sui mercati internazionali come il Brasile con un più 27% sull’import di sostanza grasse e gli Stati Uniti con il 16% in più sui formaggi.

 

L’offerta

L’offerta di latte e prodotti derivati è stata sempre molto presente e, come di consueto, ha sviluppato una importante competizione tra i principali paesi produttori, che per certi versi è andata un po’ a scapito della Unione europea. Sulla polvere di latte scremato gli Stati Uniti e l’Australia hanno avuto la predominanza del mercato con un più 14% e più 26% rispettivamente, mentre sulla polvere di latte intero grassa sono stati la Nuova Zelanda (+15%) l’Argentina (+13%) e l’Australia (+62%) i principali player mondiali. Per il burro, le quotazioni internazionali hanno mostrato una prevalenza di quelle FOBO Oceania, cresciute dalla metà di aprile di 1.250 dollari/tonnellata, per attestarsi ad un livello base di 4.460 dollari a metà luglio. E’poi ripartito, ancora leggermente al rialzo, per arrivare a 4.725 dollari ad agosto, al disopra delle quotazioni dell’Europa Occidentale. La dinamica è stata un po’ differente per il latte in polvere. I corsi della polvere di latte scremata FOBO Oceania sono leggermente diminuite a partire da giugno per stabilirsi a 3.075 dollari per tonnellata. Mentre per la polvere grassa, i corsi FOBO Oceania si sono stabilizzati a 3.635 dollari a metà agosto.Per il formaggio, il rifermento internazionale del Cheddar, si è dimostrato piuttosto stabile stabili ad un livello di circa 4.160 dollari la tonnellata.

Ildebrando Bonacini

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